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  • Arianna Mazzoccato - Legambiente Sesto Calende

L'acqua potabile di Sesto Calende



L’acqua potabile a Sesto Calende è fornita principalmente da due acquedotti, che hanno i valori dei parametri molto simili, eccetto per l’arsenico.

L’arsenico è presente in maniera naturale nelle rocce, sotto forma di composti pochissimo solubili, così che le acque circolanti possono essere contaminate da questo metallo. La contaminazione da arsenico può essere dovuta sia all’impatto antropico in quanto nel secolo scorso è stato largamente utilizzato nella conservazione e trattamento del legno, e attualmente viene utilizzato in campo agricolo, che naturali.


La colonnina stradale in via Risorgimento presenta un valore di arsenico che oscilla tra gli 8 ed i 9 microgrammi/litro, il valore limite di riferimento stabilito dalla direttiva è 10 microgrammi/litro. (Il microgrammo viene definito come un milionesimo di grammo).

È sicuramente un parametro da monitorare, e per questo l’acquedotto è stato dotato di un dearsenificatore, che garantisce la rimozione dell’arsenico entro i limiti di legge. Fino a quarant’anni fa il valore di legge consentito era di 50 microgrammi/litro, negli ultimi anni lo studio sulla tossicità dell’arsenico si è intensificato e la soglia limite imposta dall’OMS è molto sicura per la salute umana. Mentre la colonnina di “rilancio Oriano” presenta un valore di 2 microgrammi/litro.



Un altro parametro da tenere in considerazione è la torbidità. La torbidità è la misura delle particelle in sospensione nell’acqua (proprietà ottica) con dimensioni tra 1nanometro ed 1 millimetro (argilla, sabbia, sedimento). L’attuale direttiva non stabilisce una soglia limite per la torbidità, mentre l’OMS raccomanda una torbidità al di sotto dei 5 NTU.

Entrambi gli acquedotti di Sesto presentano un valore di 2 NTU, che risulta “accettabile e senza variazioni anomale per il consumatore”. Attraverso semplici processi di filtrazione e sedimentazione la torbidità può essere ridotta fino a livelli inferiori di 1 NTU. Il rischio della torbidità è che le particelle in sospensione sono un buon terreno per la crescita batterica, trovare sabbia e sassolini dai rubinetti è legato alla distribuzione sia pubblica che privata, è consigliato l’uso di filtri domestici.


IN CONCLUSIONE abbiamo visto come l’acqua potabile sia soggetta a controlli frequenti e minuziosi, al contrario, l’acqua in bottiglia sia meno controllata e abbia un impatto ambientale maggiore, dovuto allo smaltimento delle bottiglie di plastica.

Conseguentemente possiamo affermare di poter bere in sicurezza l’acqua del nostro rubinetto riponendo la giusta fiducia nel gestore dei nostri servizi idrici.


FONTI: - OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)

- ALFA VARESE

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